Pubblicato da: jjlukich | giovedì, 29 maggio, 2008

My Vaffa Day (part one)

In data odierna, 29 maggio 2008, il sottoscritto, viene finalmente rilasciato, dopo 17 anni di libertà condizionata. C’è da essere felici? E per cosa? L’unico motivo che per cui sento sollievo è, che è FINITA!!
Il signor Steve Jobs in un discorso tenuto a Stanford parla di “connecting the dots” ed afferma che solo DOPO si può, guardandosi indietro, unire i puntini che rappresentano le scelte della propria vita e darvi un senso. Questa non è una cosa che si può fare guardando in avanti, dice.
Però se qualcuno rendesse note le statistiche di stipendio di un laureato, e di un idraulico. Se l’istat facesse una statistica su quanto costa una carriera universitaria sia in termini di tasse universitarie che di stipendi mancati, se ci si decidesse UNA VOLTA PER TUTTE ad applicare l’analisi costi-benefici a tutti gli aspetti della vita senza tralasciare le esternalizzazioni, forse a diciannove anni si avrebbero le idee più chiare su cosa scegliere: tra una carriera universitaria o aprire una pizzeria, e non su che facoltà scegliere che è un problema di gran lunga secondario.
Detto questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno allietato in questi lunghi anni la mia vita.

Fanculo a quello di CHIMICA, che se lo sapevo prima che durante gli scritti leggeva il giornale, me li portavo pure io gli appunti e gli esercizi risolti, evitandomi di studiare a memoria il libro, con il risultato di non aver capito delle cose che riteneva fondamentali (non sono andato + in là del 24) ed attualmente per me stechiometria è uguale ad alchimia.
Fanculo a quelli di INFORMATICA, che messa sperimentale ai civili al primo hanno, si misero in 4 da Elettronica a farci lezione, con un loro libro, appena uscito, zeppo di errori e spiegandoci tutto: dalla circuiteria, all’assembler, al pascal. Al primo appello di giugno si presentarono in 4 tra cui i cervelloni del corso, tutti steccati! Poi corressero il tiro finché a dicembre riuscii a passarlo pure io, ma ormai la borsa di studio presa al primo hanno era andata (1.000.000 £ nel cesso, e mensa gratis di cui non avevo mai usufruito!). Manco a dirlo, quello che ho imparato (bubble sort, FIFO,LIFO, ecc) non mi è mai servito ad un cazzo, che certo per mandare Winzoz, autocad, mi sono dovuto fare da solo l’autoistruzione. Per riassumere è stato come mettere obbligatorio all’esame della patente auto, uno stage con esame di superamento, presso la scuderia Ferrari per comprendere come si progetta un motore, come lo si manda, e come lo si ripara. Tutto solo per poter andare al mare su una fiat punto del ’97. Dimenticavo, a Firenze, a dicembre, anche se c’è il sole, prima di mezzogiorno, le curve in ombra presentano un leggero strato di ghiaccio, e siccome la mattina dell’orale sulla mia solita strada ho incontrato una signora con un 126 che procedeva a 15 km all’ora, nel superarla mi sono allungato e scatafasciato contro un muro (a Firenze ai lati delle strade è pieno di muri alti 2 m, altro che Berlino) rimettendoci, “fortunatamente” solo il cerchione anteriore.
Fanculo a quello di DISEGNO, che pur essendomi seguito il corso due volte non ho ancora capito cosa sia un omologia o lo stramaledetto piano sigma, grazie anche allo stupendo libro di testo del Saccardi che se fosse stato scritto in caratteri cuneiformi e ritrovato in una tomba sarebbe degno di una puntata di Voyager dal titolo: “QUESTI STRANI DISEGNI CI INDICANO LA VIA DELLE STELLE?”
Fanculo al Deba, che da una parte mandava i razzi in orbita della NASA e dall’altra steccava 195 persone su 200 ad un appello (nessuno al tuo livello?). Uno in grado di dirti che eri stupido “ennefattorialecubo volte!”. Delle tue lezioni ricordo sopratutto il portagesso che usavi per scrivere una serie di cose alla velocità della luce, per poi cancellarle arrivato alla fine della lavagna. Era come leggere la teoria della relatività ristretta guardando dal finestrino dell’Enterprise lanciata a Warp 7. Ti ringrazio anche di avermi insegnato il sottile umorismo di cui sei dotato: fare un precompito di 13 domande a risposta multipla (MCT per chi bazzica certi ambienti) dovendo segliere tra 1 X 2, sapendo che da quello dipende la tua vita, dato che fallirlo significa buttare a mare mesi di preparazioe e ritornare alla prossima sessione, e mettere il limite di ammissione a 13 o 12 domande esatte…che dire “vuoi vincere facile?” (della Nannicini, che famo? ne parlamo o sorvolamo?)
Fanculo A.MORO che pensava di fare lo splendido citando “questa o quella per me pari sono” dal Trovatore?!?!?! Ma non era Rigoletto, prof? Mi sono seguito il tuo corso per due volte e la seconda volta mi sono portato pure il registratore per non perdere manco una parola, una cosa mai più successa né prima né dopo. Risultato? 18, perchè? mi sono dimenticato di aggiungere un 2 in alto (un quadrato) alla risposta finale del compito, “ma era chiaro che ci andava il quadrato, dalla disequazione precedente si vede che l’ho portato al di qua, ho solo dimenticato di scriverlo!” “Lei è nuovo vero? un puntino non è solo un puntino! Che fà lo prende sto diciotto oppure no?”
Fanculo alla M…Troia (e il Pippiero sa cosa intendo) che bastava che ti acchittavi un poco e diventava coprensiva. Anche qui a che cazzo sò serviti tutti gli algoritmi che ho imparato.
Fanculo al Modugno, che come il cantante faceva volare gli studenti nel blu dipinto di blu. Mai seguito, mi sono bastati i racconti terrorizzati e gli appunti dei miei colleghi. Dopo alcuni anni è stato messo ad un corso avanzato di matematica-fisica, non obbligatorio.
Fanculo a tutti quelli di FISICA: prima il vecchio rincoglionito che passava la lezione ad intrecciarsi il pollice l’indice ed il medio di entrambe le mani per ricordare che tipo di terna stesse considerando in quel “momento”, e poi i successori con i quali dopo essermi fatto 18, dico diciotto, scritti ero entrato in confidenza per scoprire che i fisici sono gelosi degli ingegneri perchè, pur facendo gli stessi esami, se non di più, in ambito elettrico-idrico, “i fisici gli impianti elettrici non li possono firmare”. Per cui giù agli studenti di ingegneria per fargliela pagare questa ingiustizia. Un grazie anche per la coerenza: a dicembre di un anno non si poteva assolutamente fare l’appello straordinario, guarda caso mi sarebbe stato utile per potermi iscrivere al terzo e registrare un esame (vedi sotto). L’anno dopo ciò era diventato possibile. GRAZIE!
Fanculo la facoltà di ingegneria di Firenze e il ccdl di edile che ha messo delle propedeucità a cazzo secondo le quali non ti potevi iscrivere al terzo anno se non avevi fatto analsi 1e2, geom, fisica, meccanica razionale. E questo ha fatto sì che non ho potuto registrare un esame di tecnica urbanistica perchè non avevo fatto fisica (il che poi mi ha portato ad incontrare il grande Piroddi di cui dirò dopo).
Fanculo per aver messo l’esame di Economia politica che non mi hanno riconosciuto “nemmeno in sovrannumero” alla pari facoltà di ingegneria edile di Roma. E fanculo per chiamare “semestrali” degli esami che iniziano ad ottobre e finiscono a gennaio, ma che hanno il programma degli esami annuali, e per aver così aggirato il limite di 29 annualità imposto per legge al corso di laurea.

… continua…

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Responses

  1. attendiamo la seconda parte ……..


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